- Vita da universitario -
Mentre lo stage avanza e la terza settimana é bella che finita, mi vien da ricordare (di già? direte voi!) i tempi della vita universitaria.
L'immagine penso sia evocativa per chiunque abbia frequentato un corso e studiato in università italiana negli ultimi anni: la bottiglietta dell'acqua per dissetarsi nell'attraversamento del deserto dell'ignoranza per arrivare alla conoscenza (o meglio a passare l'esame), la penna per annotare il percorso sulla mappa, ed il cellulare per bullarsi con gli amici e tormentarli a volontà e anche a caso.
Se vi domandate di chi é il gomito in alto a dx, é molto semplice.. dice "mannnooooo" ed ha i riccioli :D
Qual'è il momento più particolare della vostra vita da universitari?
Il mio é stato quando, dopo aver firmato un esame, mi sono domandato chi era il prof, visto che non avevo ne frequentato il corso, ne lui c'era all'esame :D
scritto alle 21:43 | del 19/10/2006 | commenti (17) |
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- H.P. Lovecraft -
Il solitario di Providence.
Il creatore di una saga horror-gotica-psicotica-ultraterrena-ultrasensoriale.
Lo conobbi la prima volta grazie ad un gioco di ruolo, Il Richiamo di Cthulhu, che prende nome proprio da uno dei suoi racconti: erano le medie ed odiavo tutta la letteratura precedente alla mia epoca perché la consideravo pallosa, scontata e assolutamente illeggibile (Dante e Manzoni a scuola.. cosa vuoi che mi invogliano a leggere?).
E allora grazie ad un ragazzo che faceva il servizio civile il biblioteca che mi ha procurato il libro da un suo amico, cavolo, me lo ricordo ancora il primo impatto con Lovecraft.
Allucinante, sconvolgente. Un signore morto nel 1937 (e nato nel 1890) che era riuscito ad immaginare tutto quello? Che partiva con diari, racconti apparentemente tranquilli e trasformava tutto quello che toccava in orrore puro, totale, senza salvezza.
Non c'erano eroi che risolvevano tutto. Non c'era una vittoria definitiva contro il male. Il male stesso non esisteva al di fuori dell'umanità: le entità extraterrestri divine e non che minacciano i protagonisti il più delle volte (tranne quel furbastro di Nyarlatothep) se ne stanno a fare i loro conti.
L'umanità conta così poco, nell'universo: ogni azione che può compiere é inutile ai suoi occhi. (ora che ci ripenso un perfetto mix per un adolescente come me!).
E' un fulmine a ciel sereno: leggo tutto di lui, tranne i saggi e le lettere. Racconti, collaborazioni.. tutto.
Stimola la mia fantasia, apre un universo dominato solamente dalla fantascienza, da Asimov, dalle astronavi.
E' fantasy, in qualche modo, perché Lovecraft dissemina in oscuri tomi (tra cui il famoso Necronomicon) conoscenze magiche in grado di dotare un essere umano di tremendi poteri.
La non é rose e fiori: la conoscenza ha un prezzo, grandissimo: la propria sanità mentale.
Le storie sono macabre. I protagonisti muoiono nel tentativo di fermare altri umani impazziti o di fermare la loro stessa follia, oppure impazziscono nel tentativo.
Sublime Lovecraft nel ricreare in una pagina un'atmosfera, un terrore che non si comprende e la cui chiave di lettura arriva solo all'ultima, attesa parola del racconto. Quando arriva la chiave di lettura, quando tutto é chiaro, quando l'orrore é completo.
I miei racconti preferiti di questa raccolta (Lovecraft Tutti i racconti, 1931-1937):
Le montagne della follia
La maschera di Innsmouth
Attraverso le porte della Chiave d'Argento
Finché tutti i mari
Nel labirinto di Eryx
in breve.. vi consiglio di leggere i suoi racconti.
p.s: non avevo mai parlato del mio autore preferito???? Aaargh! mancanza!!
p.s.s: ho pure scritto un racconto in suo onore, molto tempo fa, si chiama il Coma.
scritto alle 21:40 | del 16/10/2006 | commenti (5) |
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- Febbre -
Mi accorgo che dopo due giorni di febbre, niente di che, 39.7, chiuso in casa con poca voglia di accendere il pc (IO!! Segno distintivo che sono ammalato), zero di studiare per via di un bel mal di testa, con una tv inutile che fa programmi pessimi (Tranne La Leggenda degli Uomini Straordinari e Star Wars Episodio II: L'attacco dei Cloni, che hanno reso le due serate meno pallose).. beh, il tempo é leeeeeento.
Si, tutto qui :D
Oggi sto meglio!
scritto alle 10:25 | del 15/10/2006 | commenti (9) |
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- Marte stagista - giorno 8 -
"HO CREATO!"
E' l'escalamazione di gioia quando vedo comparire la linea sullo schermo.
Due coordinate.
Due nodi.
Due punti.
Un lato.
Una linea.
In poco tempo é già un trapezio.
Ah, l'atto della creazione :D
scritto alle 21:17 | del 11/10/2006 | commenti (8) |
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- F.Compo -
Eccoci qui.
Cavolo, grazie Yue che mi hai fatto ragionare sul fatto che dovevo ancora aprire una sezione di fumetti nel mio blog!! IO??? Aaargh!
Da dove iniziare? Massì parliamo dell'ultimo fumetto che proprio Fabio mi ha passato.
E' un fumetto disegnato bene, senza tante menate, bello proporzionato, con uno stile che mi ha invogliato nella lettura: un disegno realistico, ma capace di far ridere. Ovviamente come quello di City Hunter.. il mangaka é lo stesso, no ? :D
La storia beh.. é un'altra cosa.
Particolare, quello certamente... la voglia di fare spoiler é grande, ma posso dire senza rovinare la storia a nessuno che tratta di una famiglia i cui membri (i 4 tizi qui sopra più altri) hanno dei problemi di identità sessuale ('casin lo definirebbe qlc..). Problemi che riguardano la madre, che é un uomo, o il padre che é una donna o la figlia, che é .. già, che cavolo é Shion?
Come potete capire la questione é complicata e conrta, appositamente.
E come dice fabio nel suo blog il protagonista di questa storia é la famiglia. Una famiglia particolare, ma in fondo come tante.
Peccato per il finale, ha rovinato un pò la storia e anche se la conclude degnamente mi lascia l'amaro in bocca.
Già perché mi domando se può esistere oppure no una famiglia per una coppia omosessuale (e non quella a sesso invertito del manga) come può esistere il calore familiare che tanto vuole il protagonista?
(non sono polemico é uno spunto di riflessione!)
E quanto si può restare indecisi sulla propria sessualità.. ci si deve davvero convincere ad un certo punto? Oppure si può restare per sempre sospesi, come Shion che cambia sesso ogni anno?
Mah...
p.s: Masashiko ha la ragazza, é vero. Ma non sa neppure da che parte iniziare (non solo sessualmente.. ma sentimentalmente!!)
scritto alle 20:29 | del 09/10/2006 | commenti (5) |
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- Marte stagista - giorno 2 -
La strada é trafficata: ancora sono mezzo addormentato, ma mi sveglio presto.
Cambio marcia, freno, sterzo.
Arrivo fino al parcheggio e metto la macchina (per fortuna che ho una macchina.. sennò sai che epopea!!) in fondo al parcheggio polveroso, pensando che quando ci sarà la neve sarà un caos senza precedenti.
All'ingresso mi lanciano un'occhiata, ma oramai, dopo due giorni di lavoro, conosco la strada.
Arrivo fino all'ufficio che divido con un altro Alberto, guarda caso!, e li scopro che devo già spostarmi. Nessun problema, finisco in un ufficio li accanto.
Accedo al pc, carico i vari programmi ed inizio a leggere.
La mattinata é finita: seguo gli altri in silenzio (si lo so.. strano per me vero?) mentre andiamo fino alla pizzeria. Il monito che ho letto in un bar il giorno prima (Se rimani in silenzio penseranno che sei stupido, se parli gliene darai la certezza!) mi echeggia ancora nella mente: devo trattenermi dal fare battute stupide come al solito. Mi guardo attorno: sono persone di trenta, quarat'anni. Parlano di figli, di motori, di calcio, di gente che non conosco.
Torno al lavoro pronto per darmi da fare, ma Oracle 10g non vuole installarsi: noi due Alberti ci rognamo tutto il pomeriggio, alla fine mi arrendo.
Domani é il giorno 3.
scritto alle 22:31 | del 03/10/2006 | commenti (11) |
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- Vajont -
Questo film é molto diverso.
Parla di morti, di una distruzione immensa, così grande che ogni volta che ci penso mi stupisco ancora di come sia stata possibile.
Il film parla di questo, di come quarantatre anni fa sia stata possibile una distruzione così.. così.. così annunciata.
I dettagli li trovate in questo sito: http://www.vajont.net/
Altro non posso aggiungere, se non un particolare.
Nonostante tutto quella dannata diga, nonostante duemila e passa morti.. é ancora in piedi.
Sai già, dico a te, Rita, che ci andremo: se non altro per rispetto, per memoria.
E per farci stampare bene in testa che simili disastri non devono mai più accadere.
MAI.
scritto alle 21:10 | del 01/10/2006 | commenti (4) |
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