Victor (Moreno) si dirige da solo verso l'accademia delle arti e delle scienze, sicuro di trovarci l'elfo e quindi le risposte alle sue domande. Attraversa il quartiere del commercio, deserto all'alba per arrivare al quartiere della nobiltà e lo trova in pieno fermento: carrozze ovunque, gente che corre.. pare che la nobiltà della città stia lasciando la stessa.
Decide quindi, superato il cancello, di esplorare l'accademia delle arti, ma vi trova molte stanze vuote e polverose, ma anche altro. Trova infatti in un'ala del palazzo parecchi morti con gli occhi macchiati di sangue e senza ulteriori apparenti ferite, e poi una stanza completamente spazzata dalle fiamme, al centro del quale, in un circolo di candele, stanno un mucchio di cenere e delle ossa. Victor non riesce a superare una trappola posta all'ingresso di una porta e dopo un lungo e faticoso lavoro per aprirsi un varco attraverso una porta murata, cede al veleno della trappola.
Si risveglia con l'elfo che incombe sopra di lui e scopre che Luis (Mattia) é legato come lui, completamente nudo, su un tavolo. L'elfo spiega di chiamarsi Bartolomeo, di vedere gli umani simili a degli animali da osservare e comprendere, accenna poi all'amnesia come un effetto collaterale dell'epidemia. Dice poi che li ha visti la prima volta quando Bianchilegni li ha portati da lui, dove li ha curati, per poi rivederli quando Bianchilegni li ha portati, in pessime condizioni, di nuovo da lui, prima del ritorno della loro memoria.
Poi l'elfo li lascia andare, nel quartiere del commercio, davanti ad un vasaio.
Una volta riorganizzati, Victor e Luis (seguiti dal fido Token) decidono di voler un maggior numero di risposte e portati dalla loro parte un gruppo di pirati conosciuti da Luis, irrompono nel laboratorio dell'Elfo, neutralizzano (Luis li uccide) i due mezzorchi che gli facevano da guardia e portano l'elfo con se fino alla stanza sotto la Locanda dei Piaceri Terreni.
Qui l'elfo spiega sotto minaccie il funzionamento dell'epidemia, grazie a qualcosa di incomprensibile che crea un collegamento tra i soggetti malati, tanto da permettere di condividere il dolore che provano tutti gli ammalati. Ecco il perché della follia collettiva, ed ecco il perché questa follia si é placata, quando il dolore era insopportabile per i più. Bartolomeo spiega che ha fatto quel che poteva per conto di Bianchilegni per curare la malattia, e che ha pure curato tutti i pg.
A questo punto Victor vuole trovare a tutti i costi Bianchilegni, visto che Luis ne ha perso le traccie (trovando però una stanza nei sotterranei della città che diventa completamente bianca e che permette di spostarsi in diversi punti della città, premendo più volta una sfera posta in una colonna al centro) ed usa l'elfo per portarli all'ultimo posto dove pensa sia stato Bianchilegni.
L'elfo li porta tramite la stanza "magica" fino dentro al castello di Re Carlo, dove riescono ad arrivare fino allo studio di Bianchilegni: qui vi sono molti documenti con tutte le strategie di difesa della città, e nascosti in una cassaforte dei documenti sigillati col sigillo reale. Molti documenti recano tre firme: Enrico Bianchilegni (padre), Norit e Zach Bianchilegni (figli di Bianchilegni, tutti al servizio di Re Carlo).
Bartolomeo approfitta della distrazione causata dai documenti col sigillo per far perdere le sue traccie ed obbligare Victor e Luis a fuggire dal castello.
I documenti col sigillo sono cinque:
1. Viene bruciato da Luis perché ritenuto inutile
2. Un documento, senza firma, che spiega il funzionamento delle stanze sparse nei sotterranei della città e che permettono di muoversi senza problemi in essa
3. Una lettera da Bartolomeo ad Azakan che spiega il funzionamento della malattia, creata per far soffrire le razze inferiori come lui stesso soffre per la perdita di qualcuno a lui caro (e nella quale Bartolomeo chiama Azakan fratello mio)
4. Una lettera da Long, primo Consigliere del Re, a Bartolomeo, per sollecitarlo all'uso dell'arma sul campo, per verificarne l'efficacia
5. Una lettera da Bartolomeo a Long, che spiega come l'arma (l'epidemia) é stata usata al porto e come funzioni effettivamente, anzi si sarà già sparsa per la città e nei dintorni in questo momento
I documenti sono richiusi grazie ad un sigillo reale rubato tempo prima da Victor, e messi da parte dallo stesso, che si accorge di come l'elfo, quando li ha catturati, ha preso la chiave che teneva al collo. I documenti con la strategia di difesa dell'Urbe li prende Luis.
Sconvolti dalle scoperte, ma decisi ad avere ulteriori risposte, i due si dirigono col Vaso trovato da Arnoldo dal vasaio nel quartiere del commercio (Beppe il vasaio é Luca), dove mentre Victor contratta e scopre che il vaso proviene dal regno di Sabir, il regno in guerra con Re Carlo, Luis trova degli strani simboli nel retrobottega.
Qui dopo diversi tentativi, i due decidono di provare la notte seguente, ed una volta catturato Beppe il vasaio, gli estorcono diverse informazioni. Il negozio di vasi non é suo, ma di un certo Orlando Kepach (Luca), che lo paga per fare il vasaio e tenere cariche alcune trappole dietro a quei simboli.
Distrutto il muro a picconate, i due trovano il rifugio segreto di Orlando, dove si trovano veleni, alcuni ingredienti alchemici, i documenti di strategia di Bianchilegni a suo tempo trafugati ed il Diario di Orlando, dove sono annotati con dovizia estrema di particolari tutto quello che é successo fino a quel momento.
Chi é veramente Orlando Kepach?
Me la sono menata un pò, ma in realtà non ci devo pensare troppo, visto tutto quello che é successo, é meglio parlarne apertamente, di questo argomento.
Noi non siamo eterni. Bella scoperta eh?
Il dolore esiste. Ancora più grande, vai Marte, falli blu! (corretto, no ?)
Il punto é che non saprei neppure da dove iniziare per descrivere un pensiero che mi rimbalza in testa, in un grigia mattinata di Agosto, da solo al lavoro perché la maggior parte dei colleghi sono ancora in ferie.
Ed eccomi qui, allora, a cercare di capire che cosa diventerò, una volta che il dolore sarà passato, se mai passerà, una volta che il bambino, il ragazzo, sarà scomparso e resterà solamente l'uomo, oberato dai doveri, dai pensieri, dal "devo fare".
Era molto comodo prima affidarsi totalmente a qualcuno per tutte le questioni serie, restare sotto l'arcata di pietra della certezza che niente sarebbe mutato. Ma se c'è una lezione che la morte mi ha insegnato, é che tutto cambia.
Ed eccomi qui a rileggere quello che era il blog un anno fa: ironicamente proprio ieri ho visto per caso in tv un film di Fantozzi. Casualità, forse.
Resta il fatto che non ci sono parole adatte per descrivere quel che penso ne sento.
Ah, il Padrino. Finalmente due ore e mezza di film intenso, sanguinario, crudelmente reale si fanno spazio nella mia cineteca.
Non é un film semplice.. se non altro per le dimensioni temporali: é enorme, per gli standard attuali, é scuro, ingessato, ambientato tra l'Italia dopo la Seconda guerra Mondiale, New York e Las Vegas.
E' sanguinario, ma non troppo, lo devo ammettere.. forse mi aspettavo un pò di più in questo senso: più sangue, più cattiveria.. quella che c'è non mi basta, devo ammetterlo, ed in questo film, che parla di mafia.. non so, mi aspettavo di più.
Tutti gli attori però fanno alla perfezione il loro lavoro ed il regista, Coppola, riesce a dare al film quel qualcosa in più che riesce anche visualmente a farlo resistere al passare degli anni. Sembra tutto come sospeso nel tempo e quando Vito Corleone, il Padrino, il boss, il capo della famiglia Corleone parla al buio, solamente con lo sfondo nero dietro di se.. si é come ipnotizzati dalle sue parole.
Eccezionali poi dei dettagli: nella Sicilia occupata dagli americani dopo la guerra, si vedono in sottofondo due cartelloni che recitano "Prestito per la ricostruzione" e "Vota P.C.I." due esempi di attenzione ai dettagli (il film é americano, i cartelli sono in italiano!).
Da guardare quando si hanno almeno 3 ore a disposizione, si é ben disposti ad una pizza lunghissima di film.. ma anche essere pronti a non perdersi un capolavoro.
Casa, Trento, Brescia, Londra-Stansed, Londra Liverpool Street, Londra Great Portland e ancora Londra centro (Tower, Tower Bridge, House of Parlament, Westminster...), British Museum, Londra-Stansed, Glasgow-Prestwick, Glasgow, Edimburgo, casa Marco, Edimburgo, Tantallon Castle, Stirling, Edimburgo, Glasgow-Prestwick, Bergamo, Trento, Casa.
Ragazzi che viaggio, che figata.. non potevo che mettere una foto con noi quattro, con me in mezzo, Cinzia Viola alla mia sinistra, Marco tramaccione alla mia destra ed un pezzo di Linda sotto.
Grazie ragazzi.. e consiglio a tutti di farsi un giro in Scozia.. é fantastica!! (nello sfondo si può vedere il mare del Nord a Tantallon Castle, a pochi chilometri da Edimburgo)