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Marte

    

- Stargate Universe - Air (parte 1,2,3) -




stargate-universe
".. quello che voglio dire é che ci sono cose che non si superano.  E' così e basta. Si tira avanti, comunque. Nel miglior modo possibile "

Ancora un passo avanti, verso l'ignoto.
La fantascienza si fa nuovamente un bagno in quella che é la sua pozza preferita, quello stargate che tramite le avventura della squadra SG-1 (Stargate:SG-1) ed Atlantis (Stargate:Atlantis), ci ha fatto conoscere la Via Lattea, la galassia di Andromeda ed ora nuovi e sorprendenti scenari.
Il ritmo é serrato, l'influenza della fantascienza moderna di Battlestar Galactica si fa sentire: la telecamera mossa, sfocature ad arte della macchina da presa, personaggi presi e gettati nell'ignoto. Lo spettatore, stupito, viene gettato nell'avventura di Stargate:Universe assieme ai protagonisti.
Dono sono finiti ? Che cosa é successo? Quello é lo stargate.. ma diverso dal solito. Attivato non con sette simboli (SG1) o otto simboli (Atlantis), ma ben nove! Diciamocelo, l'uso dei simboli é la scusa meno credibile per muoversi ancora attraverso lo stargate.
Ma c'è bisogno di cambiamento: la fantascienza non é più quella di quindici anni fa, quando la prima squadra attraversò nel glorioso Stargate l'orizzonte degli eventi. Battlestar Galactica, il nuovo Star Trek (JJ Abrams), gli stessi film della nuova trilogia di Star Wars (lo so che non é fantascienza, é solo un esempio!), indicano un trend costante. Le idee si devono innovare nell'aspetto, ma non nella sostanza.
La fantascienza, giacché ne pensi il lettore, é osservazione dell'essere umano. Che lo scenario sia diverso, strano, alieno, dentro un'astronave, con spade laser.. non cambia.
Ed ecco allora che Stargate ha l'oppurtinità di ripartire da zero: tabula rasa? Ovviamente no!



Ed eccoli li gli eroi di sempre: a voler passare il testimone a giovani attori ed eroi. Ma lo sono veramente?
I protagonisti di questa prima trilogia di SG:U sono quanto meno "eroi" delle precedenti: ci sono i soldati (come se una serie americana non potesse prescindere da un certo militarismo, rispetto della gerarchia e lotta contro di essa), ma non super-soldati.. c'è l'indisciplinato (guarda caso di colore.. ) ed il bianco soldato buono (guarda caso..), come se la questione razziale non fosse sepolta; siamo ai tempi di Obama, ma si vede che gli sceneggiatori non se ne sono accorti.
Ci sono gli scienziati, ma sono formati dal duo: scienziato privo di scrupoli (ma fino a che punto?), simbolo della genialità racchiusa in una gabbia di razionalità estrema e la genialità senza limiti dell'era di Internet che strizza l'occhio agli MMORPG.
C'è il dottore, formato da un personaggio per ora lasciato in ombra e che non mi ha colpito se non per la sua piattezza.
E attenzione.. c'è pure la componente politica: un rappresentante dell'IAO (organismo segreto delle nazioni unite che vuole controllare il programma stargate, anche alla fine ci fa sempre una figura di impotenza davanti al grande fucile americano.. altra immagine potente e ri-trita) che tanto mi ha ehm.. rotto, ai tempi di Altantis.. ma con un tocco di novità. C'è il senatore americano e la figlia aspirante politica. Due figure abbozzate, ma che sicuramente torneranno..

la-locandina-di-stargate-universe-127743Il resto di SG:U é un pretesto per gettare degli sprovveduti in una situazione-limite: ce la faranno a sopravvivere? Ma certo, mi dico, mentre osservo: é pur sempre una nuova serie! E allora non bastano i colpi di scena, l'ignoto (per una volta davvero ignoto, visto che non parla in inglese, ne "esiste" in senso umano, al voi il piacere della scoperta!), la musica davvero eccelente, le tecniche di regia, la sceneggiatura interessante per tenere insieme un soggetto debole.

SEGUONO SPOILER!! VI AVVERTITI!!!

Eh, già. E' proprio là, nel soggetto, la debolezza più grande. Gli antichi, una razza in grado di creare la vita in almeno tre galassie, creatori degli stargate, capaci dell'ascensione (trasformazione dei corpi in energia verso un piano di esistenza superiore) lanciano delle navi nello spazio per seminare.. Stargate? E soprattutto.. le lanciano a differenza di poco tempo, creando una nuova "rete" di cui nessuno ha mai sentito parlare e che si può chiamare solo da un certo punto del cosmo.. solo con l'energia di un certo pianeta. E qui arriva il fan di Stargate: ma non eravamo arrivati ai reattori naquada, ai motori FTL, alla tecnologia Asgard? Gli umani davvero.. devo affidarsi ad un sistema così instabile? E poi.. la comparsata dell'alleanza Lucian si rivela quanto mai "inutile", solo un pretesto: ci sta che attacchino avamposti Taurin indifesi: ma per quale ritorno effettivo?
Senza una motivazione di questo attacco e soprattutto senza l'approfondimento che proprio Carter da ("ma come hanno fatto a scoprire la nostra posizione??"), l'attacco é come vedere la mano dello scrittore che traccia una linea, oltre alla quale lo spettatore non può andare.
L'altro grave errore, tappato proprio in extremi é la scusa che Carter usa per non "salvare" durante l'attacco i membri della base Icarus "il bunker impediva il teletrasporto".. ma scherziamo?!?! Facciamo una base da cui non si può scappare tramite teletrasporto?!?!
Ecco i difetti di dare della tecnologia "perché fa figo" e "perché fa assomigliare a Star Trek", senza saperla giustificare ed usare con intelligenza.. avete il teletrasporto?!?! E allora via: un'arma nucleare attivata per nave nemica, e BUM.. fine invasione!
Ma la storia deve andare avanti, qualcuno si deve sacrificare.. ed invece che concentrarsi sul senso di estraneità, sull'ignoto: già nella prima puntata ci si contatta con la terra?!!?
In Atlantis, le prime puntate erano eccezionali proprio perché non c'era mamma terra sempre pronta ad aiutare e coccolare: non che la situazione di SG:U non sia abbastanza critica, ma serviva davvero mettere la scena della madre nella prima puntata? Non si poteva mettere dopo ? O far trovare i congegni poi? Una scelta incomprensibile, se non per far vedere "vecchi" personaggi ancora una volta.
Ed ecco allora i nostri eroi buttati su un pianeta desertico: per fortuna non c'è nessuno! Ma ehi, quello é un'alieno.. UNO VERO!! Non dice nulla, non fa nulla, eppure aiuta il nostro eroe (un deficiente col cervello cotto, per continuare senza una traccia) a trovare il calcare per i filtri: se l'alieno é salito sulla nave, allora potrebbe essere davver un gran personaggio.. ma così é un'aiuto che arriva dal nulla. Altro che i fasti di Atlantis, dove erano gli eroi che facevano la differenza: qui si riceve un'altro aiuto dal cielo! E lo sceneggiatore lo sa, visto che cita Dio, ci riporta pure in chiesa: un chiaro messaggio.. l'uomo davanti all'ignoto non può nulla, se non affidarsi alla provvidenza. Un pò desolate, da un certo punto di vista, per la fantascienza che ci abitua a l'uomo capace di qualsiasi cosa, nonostante tutto.
Ma ecco allora la genialata: il braccio nello Stargate. Un azzardo che fa ben sperare: ed é quindi il dottor Rush l'unico sano di mente? Almeno lui pensa e tenta con l'ingegno, anche se pazzo, di sovvertire la provvidenza, che scandisce il tempo che passa.
Gli eroi passano all'ultimo istante lo Stargate. Eli ha ancora il braccio. Peccato, penso. Non per cattiveria, ma perché l'ingegno doveva essere premiato, ma si poteva creare un gran personaggio dalla perdita del braccio. Problemi medici forse, non hanno supporto.. eppure..
E allora via con l'happy-end (circa, vista la situazione..) di Air: una stupenda canzone, due parole gentili e la citazione che scrivo in cima.

Sono persi, irrangiungibili, ma ci sono. Sono ancora umani, sani di mente: alcuni personaggi interessanti, macchiette che fanno ben sperare, il dottor Rush che è molto promettente. Il soggetto é debole, ma é andata così. Peccato.

FINE SPOILEER!

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Mi é piaciuto!! Trasuda Stargate da ogni poro, eppure é diverso nella confezione: i prossimi episodi sono decisivi per decretarne il successo completo o la distruzione.
E se alla fine del loro viaggio, arrivassero davvero alla fine dell'universo? Davvero la dove nessuno é mai arrivato prima?
La Destiny é come la vita: una nave sparata nello spazio e nel tempo, al di fuori del nostro controllo, se non su poche cose.

Bella la metafora in SG:U, ma siamo noi a fare la differenza: sempre. Nella vita, come in una storia.



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"La fede è un’esigenza del sentimento, non dell’intelletto."